Home Page
ELBO WORKSHOP
a cura di Nicola Zanella Condividi SurfNews
Matteo Storelli ci parla del Progetto Elbo
A cinque anni dalla sua inaugurazione l’Elbo Skatepark continua a crescere, e non solo nelle dimensioni. Gli sforzi di Matteo Storelli, Federica Moretti e di tutta la Polisportiva Street Sport, infatti, stanno generando nuove forme (il nuovo park di Pisa ad esempio) e nuove direzioni di crescita. Ad oggi l’Elbo non è solo il miglior concrete-park d’Italia, ma anche l’unico “workshop” in cui il pool-riding viene trasmesso alle nuove generazioni in ogni suo aspetto, dalla pratica sportiva alle tecniche di costruzione. N.Z

Partiamo dalle nuove strutture del park. Raccontaci cosa sta dietro la virata verso lo street della nuova area.
Non è solo una virata verso lo street, è un ampliamento che si è reso necessario per vari motivi. Il primo è che il deck era decisamente troppo piccolo. Gli skater erano troppo vicini al coping e le linee esterne alla pool erano troppo limitate, si creava affollamento specialmente durante i corsi. Questo penalizzava i più piccoli, i ragazzini delle scuole e i principianti. Le nuove strutture hanno quarter e bank facili, in cui imparare a droppare, ma anche ostacoli più “seri” come le gobbe, la conchiglia e i rail, appetibili agli street-skater più esperti. C’è da dire, inoltre, che questi nuovi lavori segnano l’inizio del nostro workshop.

Appunto. Parlaci di questo progetto.
L’obiettivo del worshop è quello di formare personale specializzato nella costruzione di park in cemento. L’esigenza è nata durante la costruzione del park di Pisa, l’anno scorso. Il problema principale, allora, è stato proprio la carenza di mano d’opera specializzata. Costruire un park è un lavoro che richiede conoscenze tecniche e doti artistiche, non sono molte in Italia le persone in grado di usare correttamente il cemento. Servono skater giovani, con idee e voglia di lavorare. Abbiamo quindi proposto al comune di supportare un progetto di formazione, un workshop appunto, nel quale creare personale di questo tipo. La nostra associazione investe praticamente tutti gli utili in questo progetto. Le strutture nuove sono state costruite assieme ai partecipanti, proprio per formare giovani skater a questa professione.

Che prospettive di lavoro possono esserci in questo campo?
Il pool-riding si sta diffondendo rapidamente in Italia e le possibilità sono molte. Noi come associazione facciamo consulenze ad ogni livello. A seconda delle esigenze del committente possiamo curare alcuni passaggi (ad esempio la progettazione o lo scavo del park) o anche tutta la realizzazione, come abbiamo fatto a Pisa. Sicuramente ci saranno possibilità per chi ci sta seguendo questo percorso formativo.

State lavorando ancora con le scuole di Bologna?
Si, quest’anno stiamo collaborando con la scuola media Saffi nel quartiere del Pilastro. Con loro Federica ha organizzato un laboratorio di educazione fisica che è iniziato nella loro palestra con due ore alla settimana di skateboarding e che ora sta continuando qui nel park. In pratica da marzo a giugno i ragazzini verranno qui ad imparare il pool-riding!

Che benefici può portare il pool-riding a un surfista esperto?
Sono tanti i benefici. Il più immediato è quello della velocità. Come nel surf, anche in una pool servono linee efficaci, che generino velocità invece di disperderla. A differenza dello street e delle rampe tradizionali che impongono traiettorie quasi sempre a 90°, il pool-riding implica linee tangenti, molto più simili a quelle che si tengono sulle onde, con tanto di pompate e bumps da assorbire e sfruttare. Anche come esercizio fisico la pool è utile al surf: ti potenzia le gambe e ti aumenta il fiato visto che, in pratica, puoi “surfare” la stessa onda per tempi lunghissimi. Non ultimo ti migliora la confidenza con la compressione e con le altezze. Secondo me è un ottimo allenamento alle onde grosse e a drop impegnativi. La parte più alta dell’Elbo è 3,60m, molto più grande delle onde che il 90% dei surfisti prende di solito, e abbiamo sezioni che sono in over-vert, molto simili al lip delle onde quando frangono. Quando carvi dentro la deep-end o esci dall'oververt pocket, raggiungi una velocità e una compressione molto più alta che in surf. Gestire questa velocità sul cemento ti da una confidenza maggiore sulle onde, visto che l’acqua è molto più morbida del cemento!

Parlaci della death-race. Cos’è questo formato di gara?
La death si ispira al banked-slalom degli anni ’70, quello praticato nei canali vuoti di cemento negli Stati Uniti. È una gara divertentissima perché viene fatta tutti assieme almeno nelle qualifiche. In pratica si traccia un percorso all’interno del park, delimitato da coni. I coni nel nostro caso vengono attaccati sulle transizioni con nastro adesivo e servono a suggerire una serie di linee obbligatorie. La parte didattica sta proprio in questo, nel seguire millimetricamente una traiettoria mantenendo la velocità più alta possibile. Con la death-race impari i basilari: carve in front e in back su qualsiasi tipo di transizione, concava o convessa, vert o bank. A differenza delle gare di skate “classiche” i risultati non sono opinabili, visto che si usa una fotocellula per cronometrare i tempi.

Qual è il prossimo appuntamento?
Il prossimo evento è quello del 5-6 giugno, quando ci sarà il quinto Trofeo Elbo. Ci saranno gare di tutte le specialità: un best-trick di street sulle strutture nuove, una gara di pool under-16, la death-race notturna, la classica gara open e anche un contest di finger-board! Saranno due giorni divertentissimi, a cui prenderanno parte atleti da tutta europa. Il programma completo lo trovate sul sito elboskatepark.org

Ricerca SurfNews
Pubblicazioni
BOB DOB

Bob Dob è un’ artista/musicista nato ad Hermosa Beach nel 1975, oggi vive e lavora nella vicina città ...
ED TEMPLETON al Museo Man

Nuoro, 29 luglio ’10. C’è chi nasce artista e chi lo diventa col tempo. Ed Templeton, nato 38 anni fa ...
SURF LOMOGRAPHY

Era il 1990 quando due studenti di Vienna scoprivano una enigmatica macchina fotografica russa, la Lomo ...
ELBO WORKSHOP

Matteo Storelli ci parla del Progetto Elbo
A cinque anni dalla sua inaugurazione ...
VISUAL BULLETS - Shepard Fairey

Shepard Fairey, meglio conosciuto col nome d’arte Obey, è un grafico e illustratore che vive e lavora ...
12
Scarica gratis Surfnews Magazine