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ED TEMPLETON al Museo Man
a cura di Antonio Muglia Condividi SurfNews
Nuoro, 29 luglio ’10. C’è chi nasce artista e chi lo diventa col tempo. Ed Templeton, nato 38 anni fa ad Orange County in California, appartiene alla seconda categoria. L’arte per lui non è mai stata una ragione di vita: come tanti anti-eroi della sua generazione (quella dei Beautiful Loosers per intenderci) l’ha letteralmente trovata “per strada”. Adesso una mostra raccoglie quindici anni di creazioni, foto, disegni psichedelici e sculture; settecento pezzi che hanno letteralmente invaso il Museo Man di Nuoro (museoman.it). “The Cemetery of Reason”, questo il titolo dell’esposizione, è visibile nello stabile di via Satta fino al 3 ottobre. Street skater dall’attitudine quasi suicida e fondatore di Toy Machine, uno dei marchi più avant-garde nella board-riding industry, Templeton ha capito presto che a fare arte era bravo almeno quanto sui passamani. «Venni per la prima volta in Europa a 18 anni», ricorda, «per un ragazzo Californiano il gap culturale è enorme. Quel viaggio mi ispirò così tanto che iniziai a dipingere appena rientrato». I suoi lavori sui teen-ager dicono molto del suo passato: gran parte del suo estro si alimenta in un’infanzia difficile. In un quadro del 2005 “Dad Trying to Drawn Me” un uomo, il padre, è seduto nella vasca da bagno e cerca di affogare un bambino. «Il ricordo di quel momento è stato bruciato, non esiste nella mia memoria», spiega Templeton quasi innervosito dalla domanda, «però mi chiesi, come avrei potuto descriverlo ad altri. E ho provato a farlo». Anche Deanna, sua moglie, è oggetto delle sue creazioni, musa ispiratrice e complice nei suoi deliri fotografici di matrice hard-core. La documentazione del loro rapporto, infatti, esplora con viziosa innocenza i campi dell’eros e, a tratti, della pornografia. È nella fotografia, comunque, che Ed esprime al meglio il suo potenziale creativo, un’arte che per lui è nata come ripiego: «quando ero in viaggio non potevo dipingere» racconta di fronte alle sue stampe «allora iniziai a usare la pellicola». In “Eulogy for Lost Saliva”, un lavoro del 2008, ritrae una serie di adolescenti che si baciano nei momenti più disparati. Il risultato ha un impatto visivo enorme, almeno quanto quello dei “Teenage Smokers”, un patchwork del 1999 che gli ha fatto vincere il premio Search for Art di Milano (50 mila dollari!). Gli “street-kids” di Templeton sono adolescenti trovati nella suburbia californiana, anime solitarie e angosciate. E hanno negli occhi la stessa irrequietezza della piccola Sophia, manifesto visivo del nichilismo “skate or die.

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